Ecomafia 2012: le storie e i numeri della criminalità ambientale

16,6 miliardi di euro “fatturati”. Già 18 le amministrazioni comunali sciolte per infiltrazione mafiosa nel 2012. Aumentano i furti di opere d’arte, incendi boschivi e il racket degli animali. Triplicano gli illeciti nel settore agroalimentare. Cemento e rifiuti si confermano settori clou del florido business dell’ecocriminalità.

Ecomafia 2012: le storie e i numeri della criminalità ambientale

 

Ecomafia è un neologismo coniato da Legambiente che indica quei settori della criminalità organizzata che hanno scelto il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, l'abusivismo edilizio e le attività di escavazione come nuovo grande business in cui stanno acquistando sempre maggiore peso anche i traffici clandestini di opere d’arte rubate e di animali esotici.

Mercoledì 4 luglio è stato presentato a Roma il rapporto di Legambiente "Ecomafia 2012. Le storie e i numeri della criminalità ambientale" nel quale si analizzano i fenomeni di illegalità ambientale quali i traffici di rifiuti e l’abusivismo edilizio, la criminalità nella filiera agroalimentare e gli incendi dolosi, il racket degli animali e il saccheggio dei beni archeologici ed anche i numeri delle attività di repressione da parte delle forze dell’ordine e i clan mafiosi coinvolti, le storie di aggressione criminale alle risorse naturali del nostro paese e i mercati globali dell’ecomafia, la “zona grigia” e la corruzione. Inoltre in esso sono contenute le proposte di Legambiente per contrastare in maniere più efficace gli affari sporchi della criminalità ambientale.

Leggi i numeri del rapporto Ecomafia 2012 nelle infografiche che seguono:

 
e le storie del fumetto di Ecomafia 2012:
 
 

Pubblicato il 06 Luglio 2012 da Staff Legambiente Irno

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